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Il futuro del Partenariato Pubblico-Privato: attrarre investimenti per un valore diffuso e innovazione al Paese.

💸 📈 🏆
Abbiamo sempre considerato il PPP come uno strumento per realizzare opere pubbliche in assenza di risorse disponibili.
Questa versione nel futuro prossimo potrebbe essere superata.
La vera sfida del futuro non sarà solo affidare una concessione, ma progettare operazioni capaci di attrarre investitori istituzionali: fondi infrastrutturali, fondi pensione e in generale il mercato dei capitali privati.
Soggetti che cercano investimenti con driver precisi: flussi di cassa stabili, orizzonti temporali lunghi, rischi misurabili e governance chiara.
E un PPP ben costruito possiede esattamente questi requisiti.
Eppure, in Italia, continuiamo sempre a guardare al Partenariato Pubblico-Privato da un punto di vista troppo procedurale legato al Codice dei contratti: allocazione dei rischi, durata della concessione, matrice dei rischi, equilibrio economico-finanziario.
Tutti aspetti fondamentali, ma raramente ci domandiamo se un investitore sarebbe disposto a mettere milioni di euro su un tale progetto.
È questa, invece, la domanda che le amministrazioni dovrebbero iniziare a porsi fin dalle prime fasi di progettazione.
In altre parole, quando il progetto è pensato non solo per essere aggiudicato, ma anche per essere finanziato?
Ed è proprio qui che si deve evolvere il ruolo del consulente nel PPP, così come abbiamo innovato il modello di consulenza noi di PFC.
Non più soltanto esperto di procedure, ma progettista di operazioni in grado di parlare il linguaggio del mercato finanziario e dei capitali privati.
Questo cambio di prospettiva diventerà ancora più importante da quest’anno, dopo la conclusione del PNRR.
Nei prossimi anni il fabbisogno infrastrutturale del Paese rimarrà elevato, mentre le risorse pubbliche straordinarie diminuiranno. La capacità di mobilitare capitali privati sarà quindi sempre più determinante.
Sanità, RSA, edilizia scolastica, housing sociale, impianti sportivi, reti energetiche e gestione dei rifiuti sono tutti settori nei quali il PPP assumerà un ruolo strategico soprattutto nella dimensione innovativa.
Vinceranno, così, quei progetti che sapranno offrire qualità, trasparenza, sostenibilità economica e una corretta distribuzione dei rischi e, come si diceva, soprattutto innovazione.
Forse il vero indicatore del successo di un PPP non sarà più il numero delle gare bandite, quanto la capacità di attrarre investimenti privati verso progetti che generano valore pubblico nuovo e di progresso.

Il futuro del PPP potrebbe dipendere da una domanda molto semplice: stiamo progettando concessioni o stiamo costruendo investimenti innovativi per il valore diffuso?

Siamo curiosi di conoscere il punto di vista di chi opera nella pubblica amministrazione, nel settore finanziario e tra gli investitori: il mercato italiano è pronto a questo cambio di paradigma?

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